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La FAO mette in guardia sull'impatto delle guerre e dei cambiamenti climatici sugli sforzi globali per combattere la fame.

Roma (UNA/WAS) – Un rapporto dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) ha evidenziato una diminuzione dei livelli di fame nel mondo per il terzo anno consecutivo, un indicatore definito dalle Nazioni Unite come un progresso storico, ma ha avvertito che questo miglioramento rimane "fragile" di fronte a conflitti, cambiamenti climatici e shock economici.

Ciò è emerso durante una conferenza stampa tenutasi presso la sede centrale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) a Roma, in occasione del lancio del rapporto "SOFI 2026", alla quale hanno partecipato funzionari delle agenzie delle Nazioni Unite che si occupano di sicurezza alimentare, i quali hanno sollecitato un'accelerazione degli sforzi per consolidare i progressi compiuti.
Il direttore generale della FAO, Qu Dongyu, ha dichiarato durante la conferenza che i 645 milioni di persone che soffrono la fame, pari al 7,8% della popolazione, rappresentano la cifra più bassa mai registrata e "dimostrano che la fame non è inevitabile", avvertendo che le guerre in Medio Oriente e i cambiamenti climatici hanno un impatto evidente su questi numeri.

Un rapporto dell'organizzazione ha evidenziato che la situazione in Africa è la più pericolosa, in un momento in cui circa il 20% della popolazione soffre di malnutrizione cronica. Tuttavia, gli shock climatici non sono gli unici a gettare un'ombra sul continente africano, nonostante il loro grave impatto, poiché i conflitti in Sudan, nella regione del Sahel e nella Repubblica Democratica del Congo privano milioni di persone dell'accesso ai propri terreni agricoli o alle proprie fonti di reddito, secondo quanto riportato nel documento.

Oltre alla fame, circa 2,1 miliardi di persone, ovvero il 25,8% della popolazione mondiale, soffrono di insicurezza alimentare da moderata a grave, secondo il rapporto, che indica come il cibo, pur essendo disponibile in quantità, sia irregolare o privo di sufficiente valore nutrizionale.

A causa della malnutrizione, circa 150 milioni di bambini sotto i cinque anni soffrono di ritardo della crescita, rispetto ai 180 milioni del 2012.
È interessante notare che, allo stesso tempo, il tasso di obesità tra gli adulti continua ad aumentare, raggiungendo il 16,2% nel 2024, e si prevede che raggiungerà il 18,6% entro il 2030, secondo il rapporto della FAO.

Il rapporto ha espresso preoccupazione per l'impatto del fenomeno climatico El Niño sulle colture agricole, avvertendo di una nuova ondata di aumento dei prezzi dei prodotti alimentari nel corso del 2026.

(è finita)

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