
Jeddah (UNA) – Il signor Abdisalam Abdi Ali, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale della Repubblica Federale di Somalia, ha iniziato il suo discorso alla riunione straordinaria del Consiglio dei Ministri degli Esteri dell'Organizzazione per la Cooperazione Islamica sugli sviluppi in Somalia esprimendo il profondo apprezzamento e la gratitudine della Repubblica Federale di Somalia al Regno dell'Arabia Saudita e al Segretariato Generale dell'Organizzazione per la Cooperazione Islamica per aver tenuto questa riunione di emergenza in un momento di grande importanza per la Somalia e per l'intera nazione islamica.
Ha sottolineato che questa sessione straordinaria trasmette un messaggio chiaro, basato su principi fermi: la sovranità, l'unità e l'integrità territoriale degli Stati membri dell'OCI sono inviolabili e non negoziabili. Questi principi non sono semplici formalità, bensì il fondamento su cui poggiano l'ordine internazionale e la credibilità dell'organizzazione.
La Somalia ha annunciato di accogliere con favore la posizione unitaria emessa dal Consiglio, che afferma che nessuno Stato membro dell'Organizzazione per la cooperazione islamica dovrebbe essere sottoposto a misure politiche illegittime senza una risposta collettiva e responsabile da parte del mondo islamico.
Ha aggiunto: "La Somalia si trova oggi di fronte a voi per affrontare uno sviluppo pericoloso e illegale, ovvero la richiesta unilaterale di Israele di riconoscere parti delle regioni nord-occidentali della Somalia come entità indipendenti. Vorrei sottolineare in modo chiaro e inequivocabile che questa richiesta è nulla e priva di valore, non ha alcun effetto giuridico e costituisce una chiara violazione della sovranità, dell'unità e dell'integrità territoriale della Somalia".
Ha spiegato che la regione denominata "Somaliland" è parte integrante e inseparabile della Repubblica Federale di Somalia e non gode di alcuno status giuridico internazionale indipendente, e nessuna parte esterna ha l'autorità di modificare i confini internazionalmente riconosciuti della Somalia, osservando che questa azione contraddice direttamente i principi della Carta delle Nazioni Unite ed è incoerente con i valori su cui è stata fondata l'Organizzazione per la cooperazione islamica, tra cui spiccano il rispetto della sovranità, l'unità e la non ingerenza negli affari interni degli Stati.
Ha osservato che l'applicazione selettiva dei principi di legittimità internazionale crea un precedente pericoloso: se i confini possono essere modificati attraverso dichiarazioni politiche unilaterali, nessun paese sarà al sicuro e la stabilità regionale sarà ovunque minacciata.
Ha avvertito che questa questione non si limita alla sola Somalia, ma ha gravi ripercussioni sulla stabilità del Corno d'Africa, sulla sicurezza del corridoio del Mar Rosso, sulla sicurezza marittima internazionale e sugli sforzi antiterrorismo. Ha spiegato che la Somalia continua i suoi risoluti sforzi, sostenuti a livello internazionale, per combattere il terrorismo e l'estremismo violento. In un momento così critico, qualsiasi azione che indebolisca l'autorità statale rischia di creare vuoti di sicurezza, spesso sfruttati da forze estremiste e destabilizzanti.
La Somalia ha inoltre ribadito che qualsiasi presenza militare, di sicurezza, di intelligence o strategica straniera sul territorio somalo senza l'esplicito consenso del governo federale della Repubblica di Somalia costituisce una violazione della sovranità e del diritto internazionale, il che significa che qualsiasi interazione politica, economica o di sicurezza condotta con entità subnazionali al di fuori del quadro costituzionale della Somalia è illegittima e priva di fondamento giuridico.
Ha sottolineato che l'unità della Somalia non è solo una questione giuridica, ma una responsabilità nazionale e una questione di dignità. Dopo decenni di sofferenze, la Somalia sta ricostruendo costantemente le sue istituzioni, rafforzando la governance e avanzando sulla strada della riconciliazione nazionale, in particolare con le recenti elezioni democratiche tenutesi nella regione del Benadir per la prima volta in cinque anni. In una situazione così delicata, incoraggiare la retorica separatista non contribuisce alla pace o alla stabilità, ma anzi le minaccia.
Ha osservato che la storia ha dimostrato che la disintegrazione raramente si limita ai suoi confini; quando l'unità di uno Stato si indebolisce, ne risente anche la stabilità regionale più ampia, ribadendo il pieno impegno della Somalia per l'unità nazionale, la riconciliazione e l'ordine costituzionale, e che continuerà a difendere la propria unità nazionale attraverso mezzi legali, pacifici e multilaterali.
Il Ministro ha invitato l'Organizzazione per la cooperazione islamica ad affermare in modo chiaro e coerente la sovranità, l'unità e l'integrità territoriale della Somalia; ad astenersi da qualsiasi forma di rapporto con le cosiddette "autorità del Somaliland" e a considerare nulla e priva di valore qualsiasi richiesta di riconoscimento delle stesse; nonché a respingere qualsiasi accordo o intesa conclusi al di fuori del quadro costituzionale della Somalia; oltre a sostenere un'azione diplomatica coordinata a livello internazionale per prevenire e contrastare tali precedenti illegali.
Parlando a nome della Somalia, il Ministro ha espresso il profondo apprezzamento del Paese a tutti gli Stati membri che hanno già assunto posizioni ferme a sostegno della sovranità e dell'unità della Somalia, riconoscendo l'impatto positivo che ciò ha sul rafforzamento della stabilità regionale e sul rispetto dello stato di diritto internazionale. La Somalia ha affermato che il suo sostegno al popolo palestinese rimane storico e incrollabile; si schiera fermamente dalla parte della giustizia, rifiuta l'occupazione e gli sfollamenti forzati e aderisce al diritto internazionale. La Somalia respinge inoltre categoricamente qualsiasi tentativo di sfollare forzatamente il popolo palestinese nel suo territorio e non permetterà che il suo territorio venga utilizzato per lanciare operazioni militari contro nazioni sorelle.
Il Ministro ha concluso il suo intervento con quattro messaggi, tra cui i seguenti:
• La sovranità, l’unità e l’integrità territoriale della Somalia non sono negoziabili.
Il riconoscimento unilaterale delle entità separatiste è illegale e destabilizzante.
• Qualsiasi rapporto con l'estero con entità subnazionali esterne al sistema costituzionale della Somalia è illegale e non ha alcun effetto.
L'Organizzazione per la cooperazione islamica deve agire collettivamente e con decisione per difendere la legittimità, la sovranità e la pace attraverso una diplomazia coordinata.
(è finita)



