Organizzazione della cooperazione islamica

Il Segretario Generale dell'Organizzazione per la Cooperazione Islamica riafferma il sostegno ai diritti del popolo palestinese e alla sua giusta causa

Jeddah (UNA) - Il 29 novembre di ogni anno celebriamo la Giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese, che è l'unico rimasto su questa terra a subire l'occupazione coloniale, la pulizia etnica, gli sfollamenti forzati e la persecuzione quotidiana di fronte alla situazione comunità internazionale, per affermare la nostra ferma posizione e il nostro sostegno assoluto alla loro lotta, giusta e continua, in difesa della sua terra, dei suoi luoghi santi e della sua dignità, e nel perseguimento della libertà e dell’autodeterminazione.

Questa occasione coincide con l’aggressione militare israeliana senza precedenti a cui stanno assistendo i territori palestinesi occupati, in particolare la Striscia di Gaza, che ha portato alla morte e al ferimento di decine di migliaia di civili palestinesi, la maggioranza dei quali sono donne e bambini, allo sfollamento di centinaia di migliaia di famiglie e la distruzione deliberata di case, ospedali, luoghi di culto, scuole e infrastrutture, in flagrante violazione del diritto internazionale e delle pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite.

L’Organizzazione per la Cooperazione Islamica ha confermato la sua posizione, a questo proposito, nella risoluzione emessa dal vertice congiunto straordinario arabo e islamico tenutosi a Riad l’11 novembre 2023, riguardo al pericolo della continuazione e dell’espansione del cerchio di questa aperta aggressione israeliana contro il popolo palestinese, che minaccia la sicurezza e la stabilità dell’intera regione. La comunità internazionale deve assumersi le proprie responsabilità riguardo alla necessità di fermare immediatamente e completamente questa aggressione, poiché è un crimine di guerra e un crimine contro l’umanità, e garantire la realizzazione di aiuti umanitari e bisogni primari alla Striscia di Gaza e fornire protezione internazionale al popolo palestinese.

L’Organizzazione per la Cooperazione Islamica sottolinea, in questa occasione, che l’assenza di giustizia, legittimità internazionale e doppi standard hanno incoraggiato Israele, la potenza occupante, a continuare i suoi crimini, gli hanno permesso di sfuggire alla punizione e hanno contribuito a prolungare questo conflitto, che mina pace e sicurezza internazionale. A questo proposito, chiede l’attivazione dei meccanismi giudiziari internazionali disponibili e il percorso della giustizia penale internazionale al fine di scoraggiare l’occupazione israeliana, impedirle di commettere ulteriori crimini e garantire la sua responsabilità per le sue violazioni passate e attuali.

Affermiamo inoltre nell'Organizzazione per la Cooperazione Islamica il nostro assoluto rifiuto dei piani criminali di Israele, la potenza occupante, volti allo sfollamento forzato e alla pulizia etnica del popolo palestinese, e affermiamo che il territorio dello Stato di Palestina occupato dal 1967, compresa la Striscia di Gaza e la Cisgiordania, compresa la città occupata di Gerusalemme, costituisce un’unità, una geografia, e commettere questo atto atroce avrà ripercussioni disastrose sull’intera regione.

L'Organizzazione per la Cooperazione Islamica mette in guardia anche in questa occasione dal pericolo di continui attacchi israeliani ai luoghi santi della città occupata di Gerusalemme, in particolare alla moschea benedetta di Al-Aqsa. A questo proposito, riaffermiamo lo status della città di Gerusalemme come parte integrante del territorio palestinese occupato dal 1967 d.C., e la necessità di preservare lo status giuridico e storico dei luoghi santi ivi contenuti, e di respingere qualsiasi misura illegale volta a cambiare lo status geografico e demografico della città e isolandola dai suoi dintorni palestinesi.

L’organizzazione ha seguito con grande preoccupazione la continua escalation di attacchi, crimini, incitamento e terrorismo organizzato praticati dai coloni estremisti in tutta la Cisgiordania occupata, e abbiamo messo in guardia in più di un forum internazionale dal pericolo di questi attacchi, che preannunciano ulteriore violenza. e tensione. A questo proposito, chiediamo che la condanna internazionale della politica degli insediamenti israeliani sia trasformata in misure pratiche ed efficaci per attuare le pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite, in particolare la risoluzione n. 2334 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, nel quadro del sostegno agli sforzi e alle opportunità per raggiungere la pace.

Mentre l’Organizzazione per la Cooperazione Islamica afferma, in questa occasione, il suo fermo e assoluto sostegno ai diritti legittimi del popolo palestinese, rinnova il suo appello agli attori internazionali affinché intensifichino gli sforzi congiunti per avviare un percorso politico sotto gli auspici internazionali multilaterali che porti a porre fine l’occupazione israeliana e la creazione di uno Stato indipendente di Palestina ai confini del IV secolo, giugno 1967, con Gerusalemme Est come capitale, sulla base delle pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite e dell’Iniziativa di Pace Araba.

(è finita)

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