Jeddah (UNA) – La Commissione permanente indipendente per i diritti umani dell'Organizzazione per la cooperazione islamica (OIC), in collaborazione con l'Unione delle agenzie di stampa dell'OIC (UNA), ha tenuto un seminario online il 5 marzo 2026, intitolato "L'azione umanitaria come strumento per la promozione dei diritti umani e dei valori di coesistenza e tolleranza". Questo evento è stato organizzato durante il mese sacro del Ramadan, un mese benedetto che incarna i valori universali di compassione, solidarietà, generosità e coesistenza pacifica.
In apertura, i partecipanti hanno rivolto i loro più calorosi saluti e i migliori auguri ai musulmani di tutto il mondo e all'umanità intera, esprimendo la speranza che il mese sacro del Ramadan possa ispirare un rinnovato impegno verso i valori della dignità umana, della tolleranza, della coesistenza pacifica e della comprensione reciproca tra le nazioni e le società.
Il seminario online rientra negli sforzi in corso nell'ambito dell'Organizzazione per la cooperazione islamica per evidenziare lo stretto rapporto tra l'opera umanitaria e la promozione e la tutela dei diritti umani, in particolare in casi di crisi, disastri e necessità umanitarie.
I partecipanti hanno espresso il loro apprezzamento agli organizzatori per aver tenuto questo dialogo tempestivo e hanno elogiato l'iniziativa congiunta di Sua Eccellenza il Dott. Hadi bin Ali Al-Yami, Direttore Esecutivo della Commissione Permanente Indipendente per i Diritti Umani, e di Sua Eccellenza il Sig. Mohammed bin Abdul Rabbo Al-Yami, Direttore Generale dell'Unione delle Agenzie di Stampa dell'OCI (UNA), per aver riunito attori del mondo umanitario, diplomatico, dei media e accademico per discutere di questo importante argomento. Il simposio ha beneficiato dei preziosi contributi di relatori di spicco, tra cui: Sua Eccellenza il Dott. Abdullah bin Mohammed Al-Fawzan, Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione e Segretario Generale del Centro Re Abdulaziz per il Dialogo Interculturale; Sua Eccellenza l'Ambasciatore Diaa El-Din Said Bamakhrama, Ambasciatore della Repubblica di Gibuti e Rappresentante Permanente presso l'Organizzazione per la Cooperazione Islamica; Sua Eccellenza il Sig. Mohammed bin Suleiman Aba Al-Khail, Direttore Esecutivo del Fondo di Solidarietà Islamica dell'Organizzazione per la Cooperazione Islamica; Sua Eccellenza il Dott. Samer Al-Jutaili, Direttore delle Risorse e degli Investimenti e Portavoce del Centro di Aiuto Umanitario e Soccorso Re Salman; e Sua Eccellenza l'Ambasciatrice Dott.ssa Arwa Hassan Al-Sayed, Membro della Commissione Permanente Indipendente per i Diritti Umani dell'Organizzazione per la Cooperazione Islamica.
I partecipanti al seminario hanno affermato quanto segue:
Hanno affermato che i principi dell'azione umanitaria e dei diritti umani sono profondamente radicati negli insegnamenti dell'Islam, che enfatizzano la compassione, la giustizia e il rispetto della dignità umana. Hanno sottolineato i principi islamici secondo cui l'umanità è stata creata in diverse nazioni e società affinché potessero conoscersi reciprocamente, sottolineando l'importanza della coesistenza pacifica, del rispetto reciproco e della tolleranza tra persone di fedi e culture diverse. I partecipanti hanno inoltre osservato che le iniziative umanitarie intraprese dalle istituzioni degli Stati membri dell'OCI riflettono questi valori islamici profondamente radicati, fornendo assistenza a tutte le comunità vulnerabili senza discriminazioni, dimostrando così l'immagine tollerante dell'Islam e promuovendo la tolleranza e la convivenza tra i popoli.
Hanno ribadito che l'azione umanitaria e la tutela dei diritti umani si rafforzano a vicenda e che le risposte umanitarie devono basarsi sui principi dei diritti umani quali il rispetto della dignità, l'uguaglianza, la non discriminazione e la responsabilità.
Hanno sottolineato l'importanza di proteggere i civili e le infrastrutture civili durante le crisi, evidenziando l'obbligo di tutte le parti di rispettare il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale dei diritti umani.
Hanno spiegato che le iniziative umanitarie sono una forma di diplomazia morbida, che contribuisce a costruire ponti di cooperazione e comprensione tra le società e a promuovere il dialogo interculturale e la solidarietà. Hanno inoltre sottolineato il ruolo dell'opera umanitaria nel promuovere la responsabilità collettiva e la solidarietà sociale, contribuendo a combattere l'intolleranza, la discriminazione e la disgregazione sociale.
Hanno sottolineato la necessità di rafforzare i quadri di governance umanitaria e di garantire che l'assistenza umanitaria sia guidata dai principi di trasparenza, responsabilità, neutralità e rispetto degli standard internazionali in materia di diritti umani e umanitari.
Hanno sottolineato che le iniziative umanitarie, se attuate in modo equo e completo, possono contribuire a costruire la fiducia tra le comunità e a promuovere la coesione sociale, rafforzando così i valori della convivenza e della tolleranza.
Hanno espresso il loro apprezzamento per gli importanti contributi umanitari delle istituzioni e delle iniziative dell'Organizzazione per la cooperazione islamica, in particolare del Centro di soccorso e aiuto umanitario Re Salman, le cui attività umanitarie globali hanno fornito assistenza in molti paesi e settori senza discriminazioni.
Hanno sottolineato la necessità di passare dal concetto di “Beneficenza materiale“Alla cornice”ا“Per garantire la sostenibilità degli aiuti e proteggerli dalla politicizzazione attraverso la responsabilità e quadri giuridici, e per garantire che gli sforzi di soccorso contribuiscano alla tutela a lungo termine dei diritti e all’emancipazione delle popolazioni colpite”.
Hanno sottolineato che le risposte umanitarie sostenibili devono anche affrontare le cause profonde delle crisi, tra cui i conflitti armati, la discriminazione, la povertà e l'esclusione.
Hanno sottolineato che per affrontare l'aumento dell'islamofobia e degli stereotipi negativi sull'Islam è necessario rafforzare il dialogo tra le civiltà, coinvolgere consapevolmente i media e promuovere narrazioni accurate che riflettano i principi etici e umanitari della civiltà islamica.
Hanno chiesto una maggiore cooperazione tra organizzazioni internazionali, meccanismi regionali per i diritti umani, attori umanitari e società civile per migliorare il coordinamento e l'efficacia delle risposte umanitarie.
Hanno sottolineato l'importanza di una copertura mediatica responsabile nel dare risalto agli sforzi umanitari, contrastare l'incitamento all'odio e promuovere narrazioni di solidarietà, tolleranza e rispetto della dignità umana. Hanno inoltre sottolineato il ruolo cruciale di istituzioni come la Commissione permanente indipendente per i diritti umani e l'Unione delle agenzie di stampa dell'OCI (UNA) nel sensibilizzare sulle esigenze umanitarie, promuovere una cultura dei diritti umani, rafforzare le capacità dei giornalisti nel campo dei diritti umani e mettere in luce iniziative positive che promuovono la tolleranza e la coesistenza.
Hanno inoltre sottolineato il ruolo cruciale delle donne e dei giovani come agenti di pace, resilienza e trasformazione sociale nelle risposte umanitarie e hanno chiesto un loro maggiore coinvolgimento nel processo decisionale e nell'attuazione dei programmi.
Hanno riconosciuto il potenziale della tecnologia digitale e dell'innovazione per migliorare l'erogazione dei servizi umanitari, potenziare i sistemi di allerta precoce e rafforzare i meccanismi di protezione per le popolazioni vulnerabili.
Hanno sottolineato l'importanza di integrare i servizi di salute mentale e di supporto psicosociale nei programmi umanitari per affrontare i traumi e contribuire alla riconciliazione, alla resilienza sociale e alla convivenza pacifica.
Hanno sottolineato l'importanza di meccanismi di finanziamento adeguati, prevedibili e non discriminatori per garantire la sostenibilità delle risposte umanitarie e l'equa distribuzione degli aiuti alle popolazioni più vulnerabili. Hanno inoltre incoraggiato lo sviluppo di modelli di finanziamento innovativi e inclusivi, tra cui fondi umanitari, finanziamenti agevolati, partenariati pubblico-privati e meccanismi di solidarietà nell'ambito dell'Organizzazione per la Cooperazione Islamica, per migliorare l'assistenza umanitaria, garantendo al contempo trasparenza e responsabilità e rafforzando la resilienza a lungo termine delle comunità colpite.
Hanno concordato di proseguire il dialogo e le iniziative di collaborazione, tra cui programmi di rafforzamento delle capacità, condivisione delle conoscenze e ricerca congiunta, per rafforzare ulteriormente il legame tra l'opera umanitaria e la promozione dei diritti umani, della pace e della tolleranza.
(è finita)



