
Jeddah (UNA) – L’Unione delle agenzie di stampa dell’OIC (UNA), in collaborazione con la Commissione permanente indipendente per i diritti umani dell’Organizzazione per la cooperazione islamica (OIC), ha organizzato una serata virtuale di Ramadan giovedì 5 marzo 2026, corrispondente al 16 Ramadan 1447, tramite la piattaforma Zoom, dal titolo: “Il lavoro umanitario come strumento per promuovere i diritti umani e i valori della convivenza e della tolleranza”.
Alla serata, presieduta dal Direttore esecutivo della Commissione permanente indipendente per i diritti umani, Dott. Hadi bin Ali Al-Yami, hanno partecipato partecipanti attivi e diversificati, tra cui il Direttore generale dell'Unione delle agenzie di stampa dell'Organizzazione per la cooperazione islamica, Sig. Mohammed bin Abdul Rabbo Al-Yami, Sua Eccellenza l'Ambasciatore Diaa El-Din Saeed Bamakhrama, Ambasciatore della Repubblica di Gibuti e Rappresentante permanente presso l'Organizzazione per la cooperazione islamica, il Direttore esecutivo del Fondo di solidarietà islamico, Sig. Mohammed bin Suleiman Aba Al-Khail, il portavoce ufficiale del King Salman Center for Relief and Humanitarian Aid, Dott. Samer Al-Jutaili, il Segretario generale del King Abdulaziz Center for Civilizational Communication, Dott. Abdullah bin Mohammed Al-Fawzan, e un membro della Commissione per i diritti umani, Dott. Arwa Hassan Al-Sayed, ognuno dei quali ha presentato un documento di lavoro sul lavoro umanitario e su come possa essere uno strumento per promuovere i diritti umani e i valori della coesistenza e della tolleranza.
La serata, a cui hanno partecipato numerosi funzionari di numerose organizzazioni di tutto il mondo, esperti di diritti umani e professionisti dei media, ha discusso l'affermazione dello stretto legame tra lavoro umanitario e diritti umani e che un'azione umanitaria efficace è una condizione per preservare la dignità umana, soprattutto nelle aree di crisi e disastri, e ha sottolineato il ruolo del lavoro umanitario nel promuovere i valori della convivenza e della tolleranza e nel mantenere la stabilità sociale.
I partecipanti hanno sottolineato la necessità di attivare buone pratiche per rafforzare il ruolo proattivo dell'opera umanitaria nel creare un ambiente e condizioni che favoriscano la tutela dei diritti umani, alleviino le sofferenze delle persone, proteggano la vita, la salute e l'istruzione e garantiscano il rispetto degli esseri umani, in conformità con il principio di neutralità e imparzialità, senza pregiudizi verso alcuna parte. Hanno sottolineato che l'impatto dell'opera umanitaria non si limita a rispondere a bisogni urgenti, ma si estende fino a costituire un pilastro fondamentale per stabilire una cultura di tolleranza e convivenza all'interno delle società, alla luce del riconoscimento che l'attività umanitaria stabilisce un linguaggio basato sulla misericordia, la compassione e la comprensione e promuove le comunanze umane al di sopra delle differenze etniche, religiose e culturali.
(è finita)



